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2 maggio, la battaglia di Berlino

Oggi nel 1945 terminava con la resa incondizionata tedesca la battaglia di Berlino, combattuta dalle forze sovietiche contro ciò che restava della Wehrmacht all'ultima disperata difesa della capitale del Reich di Hitler, nel frattempo già suicidatosi per non cadere prigioniero.

La cinematografia americana, occidentale in generale, ha sempre dedicato poco spazio alle vicende del fronte dell'Europa orientale durante la Seconda Guerra Mondiale, concentrandosi piuttosto sulle vicende degli alleati anglo-americani in Africa, in Italia e in Francia. Erano gli anni della cortina di ferro, della guerra fredda e dello scontro ideologico tra est e ovest del mondo. Le ideologie sono morte con quel periodo storico e ora possiamo riguardare a quella pagina della nostra storia moderna con occhi diversi. Dalla battaglia di Stalingrado, alla più grande battaglia di mezzi corazzati della storia combattuta a Kursk fino alle vicende legate alla rivolta di Varsavia e alla battaglia finale tra le macerie di Berlino.

Ci sono molto libri e film ormai che raccontano anche al grande pubblico quelle vicende, non ci sono ancora molti libri e film che raccontano le storie delle centinaia di migliaia di profughi europei che dovettero abbandonare tutto alla fine del secondo conflitto mondiale. Pensiamo per esempio ai tedeschi che dovettero lasciare le loro case venutesi a trovare in Polonia oppure agli italiani sgomberati da Pola diventata a sua volta città iugoslava. C'è ancora tanta storia da conoscere e da cui trarre insegnamenti molto attuali: centinaia di migliaia di persone dovettero lasciare la propria terra per precise decisioni politiche, con il conseguente carico di dolore sofferenza e ingiustizia, per poi trovarsi settanta anni dopo tutti sotto lo stesso tetto, nell'Unione Europea. E viene spontaneo chiedersi: ma che senso ha avuto!?


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