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14 agosto, l'Occidente conquista Pechino

 
Parlarne ai giorni nostri sembra fantastoria, ma nel ormai lontano 1900 proprio oggi un corpo di spedizione internazionale composto di soli 65 mila soldati delle allora maggiori potenze, Regno Unito Francia Italia Austria-Ungheria, Russia, Giappone e Stati Uniti, conquistava e saccheggiava la capitale cinese.

Non solo l'India, gradualmente ma da oltre un secolo, non solo l'Africa, più recentemente, ma sul finire del XIX secolo anche la Cina era piombata in uno stato semi-coloniale, mantenendo formalmente un impero sottoposto alla tutela delle potenze mondiali. Controllo dei commerci e dei porti, concessioni di città e industrie per lo sfruttamento esclusivo straniero e una penetrazione sempre più profonda di missionari cattolici e protestanti.

La presa di Pechino fu la reazione alla rivolta, popolare ma guidata e favorita da ciò che restava del potere imperiale della dinastia Qing, contro l'invasione culturale e religiosa, la modernizzazione industriale forzosa e l'occupazione militare da parte delle potenze Occidentali nel Celeste Impero.

La rivolta, denominata dagli europei dei Boxer per via della parola pugno nel nome cinese datosi dai ribelli, crebbe ininterrottamente per quasi tre anni per estensione e violenza. Ne furono bersaglio gli stranieri ma anche i cinesi convertiti al cristianesimo. Una reazione violentissima per gli standard europei, con decine di migliaia di morti, nata in difesa della cultura cinese, così profondamente radicata in un impero con migliaia di anni di storia alle spalle.

La Cina non era nuova a scoppi di rabbia e rivolte locali per i più svariati motivi, ma per la prima volta si imponevano due temi cruciali nel successivo mezzo secolo di storia cinese: la modernizzazione materiale/culturale e l'indipendenza nazionale.

Un processo estremamente sanguinoso che vedrà ancora il crollo definitivo dell'impero, le invasioni russe e giapponesi, la guerra civile e la definitiva vittoria comunista che con alterne vicende costruirà la Cina di oggi. Di nuovo imperiale, dopo una breve, brevissima, parentesi nella lunga storia cinese.

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