Passa ai contenuti principali

3 agosto, Colombo parte per le Indie



Ma scoprirà l'America. Anche se non subito, perché inizialmente credette davvero di aver raggiunto le Indie. Cioè l'estremo Oriente. Prima dell'alba di oggi, nel 1492 le famose tre caravelle del genovese salpano da Palos in Spagna.

È ormai un fatto storico che, probabilmente a più riprese, alcune comunità vichinghe si fossero già insediate nel Nord America già intorno all'anno Mille. Senza lasciare però traccia nella memoria dei loro compatrioti che avevano avuto più fortuna, tra l'Inghilterra e la Sicilia.

L'informazione è tutto e la scoperta dell'America vichinga restò solo per loro. Non così per Cristoforo Colombo che consegnò alla cattolicissima corona di Castiglia nuove terre da colonizzare, cambiando la geografia del mondo e aprendo la strada al primo, colossale, trasferimento di ricchezza dal continente sud americano all'Europa. Che prosperò come nessun altro prima nella storia dell'umanità.

La differenza tra la cultura europea e quella cinese, per molti versi più raffinata e anche tecnologicamente più avanzata fino a quel periodo, si concentra, volendo ridurre il tutto a uno, nella mancanza di una spinta a solcare il mare per andare oltre. Per un brevissimo periodo il Celeste Impero ebbe una flotta da far impallidire tutte le coeve europee, ma complici i pessimi risultati delle campagne militari contro il Giappone e la paura dei mandarini per la creazione di una ricca e potente classe mercantile che scalzasse l'ordine costituito, l'apertura cinese al mondo fu presto archiviata.

Insomma fu l'ambizione per la gloria eterna, la curiosità per la scoperta scientifica, la fede incrollabile nel convertire le anime perse e soprattutto la possibilità di arricchirsi come mai prima che spinse e guidò la scoperta e la conquista dell'America da parte degli uomini europei rinascimentali. E paradossalmente, nonostante tutto, la somma di tutte queste motivazioni, spesso affatto nobili, portano a un bilancio positivo, per cui il contributo al progresso dato nel suo complesso dalla scoperta dei continenti americani eccede tutto quanto andato perso e distrutto nella corsa cieca alla conquista. Un mastodontico esempio di innovazione distruttiva.

RICEVI TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DAL BLOG SU TELEGRAM PREMENDO QUI !

Post popolari in questo blog

1 maggio 2016, Giovanni Guareschi

Oggi è la festa dei lavoratori e questo lo sapete tutti. Non dedichiamo il primo accade oggi a questa ricorrenza, un pò perché ne parlano tutti e un pò perché di lavoratori, vuoi per la mancanza di occupazioni vuoi per la scarsa voglia di lavorare ce n'è in giro sempre meno. Una categoria in via di estinzione? Speriamo di no... Il 1 maggio del 1908 nasce nel parmense Giovannino Guareschi, scrittore e giornalista padanissimo, di cui tutti, anche i più giovani, ricorderanno il personaggio di Don Camillo che ha ispirato una serie di vecchi film in bianco e nero. Pellicole datate ma attualissime, dove viene rappresentata in chiave molto ironica, quell'ironia sottile lontana dai cine panettoni, la contrapposizione politica tipicamente padana. Qualunque contrapposizione. Guelfi e Ghibellini nel Medio Evo come Comunisti e Democristiani nel dopoguerra, Interventisti e Neutralisti prima della Grande Guerra come Berlusconiani e anti-Berlusconiani nella (si dice) Seconda Repubblica. Una...

COME L’IRLANDA E’ USCITA DALL’UNIONE… CON LA GRAN BRETAGNA!

1916-1921, cinque anni che cambiano le sorti di un’isola tanto alla periferia dell’impero quanto vicina al suo centro vitale.  1921-1997, dall’Irlanda a Hong Kong le date che segnano la fine dell’Impero più grande conosciuto nella storia dell’umanità. Ecco come tutto ebbe inizio. di Lucio Brignoli, pubblicato su Storia&Verità ottobre-dicembre 2016 L’Occidente non è tutto così occidentale come noi lo crediamo, o almeno non lo è sempre stato. In questo caso non lo è stato fino a pochi anni fa, se è vero come è vero che dalle parti dell’Ulster, le contee irlandesi rimaste sotto la corona inglese dopo il Trattato anglo-irlandese del 1921, si scannavano ancora quotidianamente tra cattolici e protestanti. Per la precisione tra irlandesi da una parte e scozzesi, inglesi e gallesi dall’altra. Le guerre di religione che in Europa erano terminate nel 1648 con la Pace di Westfalia, dopo la tanto sanguinosa quanto inutile Guerra dei Trent’anni, ed in Svizzera nel 1848 con la costituzione c...

La favola delle Api: vizi privati e pubbliche virtù

di Bernard de Mandeville Un numeroso sciame di api abitava un alveare spazioso. Là, in una felice abbondanza, esse vivevano tranquille. Questi insetti, celebri per le loro leggi, non lo erano meno per il successo delle loro armi e per il modo in cui si moltiplicavano. La loro dimora era un perfetto seminario di scienza e d’industria. Mai api vissero sotto un governo piú saggio; tuttavia mai ve ne furono di piú incostanti e di meno soddisfatte. Esse non erano né schiave infelici di una dura tirannia, né erano esposte ai crudeli disordini della feroce democrazia. Esse erano condotte da re che non potevano errare, perché il loro potere era saggiamente vincolato dalle leggi. Questi insetti, imitando ciò che si fa in città, nell’esercito e nel foro, vivevano perfettamente come gli uomini ed eseguivano, per quanto in piccolo, tutte le loro azioni. Le opere meravigliose compiute dall’abilità incomparabile delle loro piccole membra sfuggivano alla debole vista degli uomini; tuttavia no...